domenica 25 aprile 2010

Quote



I can't express anger. That's my problem. I internalize everything. I just grow a tumor instead.
(W.A. Manhattan)

sabato 12 dicembre 2009

"Italioti"

Io, nero italiano
e la mia vita ad ostacoli

di PAP KHOUMA


Pap Khouma

Sono italiano e ho la pelle nera. Un black italiano, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell'aeroporto di Boston da africane americane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera proprio nell'Italia del 2009?

Mi capita, quando vado in Comune a Milano per richiedere un certificato ed esibisco il mio passaporto italiano o la mia carta d'identità, che il funzionario senza neppure dare un'occhiata ai miei documenti, ma solo guardandomi in faccia, esiga comunque il mio permesso di soggiorno: documento che nessun cittadino italiano possiede. Ricordo un'occasione in cui, in una sede decentrata del Comune di Milano, una funzionaria si stupì del fatto che potessi avere la carta d'identità italiana e chiamò in aiuto altre due colleghe che accorsero lasciando la gente in fila ai rispettivi sportelli. Il loro dialogo suonava più o meno così.
"Mi ha dato la sua carta d'identità italiana ma dice di non avere il permesso di soggiorno. Come è possibile?".
"Come hai fatto ad avere la carta d'identità, se non hai un permesso di soggiorno... ci capisci? Dove hai preso questo documento? Capisci l'italiano?". "Non ho il permesso di soggiorno", mi limitai a rispondere.
Sul documento rilasciato dal Comune (e in mano a ben tre funzionari del Comune) era stampato "cittadino italiano" ma loro continuavano a concentrarsi solo sulla mia faccia nera, mentre la gente in attesa perdeva la pazienza.

Perché non leggete cosa c'è scritto sul documento?", suggerii. Attimo di sorpresa ma.... finalmente mi diedero del lei. "Lei è cittadino italiano? Perché non l'ha detto subito? Noi non siamo abituati a vedere un extracomunitario...".

L'obiezione sembrerebbe avere un qualche senso ma se invece, per tagliare corto, sottolineo subito che sono cittadino italiano, mi sento rispondere frasi del genere: "Tu possiedi il passaporto italiano ma non sei italiano". Oppure, con un sorriso: "Tu non hai la nazionalità italiana come noi, hai solo la cittadinanza italiana perché sei extracomunitario".

Quando abitavo vicino a viale Piave, zona centrale di Milano, mi è capitato che mentre di sera stavo aprendo la mia macchina ed avevo in mano le chiavi una persona si è avvicinata e mi ha chiesto con tono perentorio perché stavo aprendo quell'auto. D'istinto ho risposto: "Perché la sto rubando! Chiama subito i carabinieri". E al giustiziere, spiazzato, non è restato che andarsene.

In un'altra occasione a Milano alle otto di mattina in un viale ad intenso traffico, la mia compagna mentre guidava ha tagliato inavvertitamente la strada ad una donna sul motorino. E' scesa di corsa per sincerarsi dello stato della malcapitata. Ho preso il volante per spostare la macchina e liberare il traffico all'ora di punta. Un'altra donna (bianca) in coda è scesa dalla propria macchina ed è corsa verso la mia compagna (bianca) e diffondendo il panico le ha detto: "Mentre stai qui a guardare, un extracomunitario ti sta rubando la macchina". "Non è un ladro, è il mio compagno", si è sentita rispondere.

Tutte le volte che ho cambiato casa, ho dovuto affrontare una sorta di rito di passaggio. All'inizio, saluto con un sorriso gli inquilini incrociati per caso nell'atrio: "Buongiorno!" o "Buona sera!". Con i giovani tutto fila liscio. Mentre le persone adulte sono più sospettose. Posso anche capirle finché mi chiedono se abito lì, perché è la prima volta che ci incontriamo. Ma rimango spiazzato quando al saluto mi sento rispondere frasi del genere: "Non compriamo nulla. Qui non puoi vendere!". "Chi ti ha fatto entrare?"..

..Qualche settimana fa all'aeroporto di Linate sono entrato in un'edicola per comprare un giornale. C'era un giovane addetto tutto tatuato, mi sono avvicinato a lui per pagare e mi ha indicato un'altra cassa aperta. Ho pagato e mi sono avviato verso l'uscita quando il giovane addetto si è messo a urlare alla cassiera: "Quell'uomo di colore ha pagato il giornale?". La cassiera ha risposto urlando: "Sì l'uomo di colore ha pagato!". Tornato indietro gli dico: "Non c'é bisogno di urlare in questo modo. Ha visto bene mentre pagavo". "Lei mi ha guardato bene? Lo sa con chi sta parlando? Mi guardi bene! Sa cosa sono? Lei si rende conto cosa sono?". Cercava di intimidirmi. "Un razzista!" gli dico. "Sì, sono un razzista. Stia molto attento!". "Lei è un cretino", ho replicato.

Chi vive queste situazioni quotidiane per più di 25 anni o finisce per accettarle, far finta di niente per poter vivere senza impazzire, oppure può diventare sospettoso, arcigno, pieno di "pregiudizi al contrario", spesso sulle spine col rischio di confondere le situazioni e di vedere razzisti sbucare da tutte le parti, di perdere la testa e di urlare e insultare in mezzo alla gente. E il suo aguzzino che ha il coltello dalla parte del manico, con calma commenta utilizzando una "formula" fissa ma molto efficace: "Guardate, sta urlando, mi sta insultando. Lui è soltanto un ospite a casa mia. Siete tutti testimoni...".

Ho assistito per caso alla rappresentazione di una banda musicale ad Aguzzano, nel piacentino. Quando quasi tutti se ne erano andati ho visto in mezzo alla piazza una bandiera italiana prendere fuoco senza una ragionevole spiegazione. Mi sono ben guardato dal spegnerla anche se ero vicino. Cosa avrebbe pensato o come avrebbe reagito la gente vedendo un "extracomunitario" nella piazza di un paesino con la bandiera italiana in fiamme tra le mani? Troppi simboli messi insieme. Ho lasciato la bandiera bruciare con buona pace di tutti..

mercoledì 9 dicembre 2009

Spot bombing



Il governo ha fatto il 332,5% in più contro la mafia, riducendo del 98% e incrementando così del 550% pari a 20mila miliardi di gettoni d'oro, con un supplemento totale rispetto al precedente governo del 221,7% e quindi un 400% in meno di mafia.


Berlusconi sta ingaggiando una dura lotta contro la mafia?

Ero certo che avrebbe tentato di sconfiggere.. la sua concorrenza.

lunedì 7 dicembre 2009

Mala chia



Se vent'anni fa avessero detto agli italiani che nel post post moderno 2009 avremmo avuto salotti televisivi con ospite la prostituta che si è venduta al presidente del consiglio (ancora) in carica, credo che nessuno ci avrebbe creduto.

Ma allora cosa ci riserva il futuro?

Ecco degli scenari, praticamente certi, prossimi a venire:

-il figlio del papa Beowolf quarto, condurrà il Gf100 con lo pseudonimo di Amadeus

-Panariello guiderà il maggiore partito d'opposizione (prossimo al 3%)

-verrà assecondata la richiesta di secessione della lega, ma solo tra est e ovest

venerdì 13 novembre 2009

La poetica del Fantantonio da Bari vecchia



Cassano in nazionale! Cassano a casa!

Mi rendo conto che stanno rompendo un po' le balle, ma vorrei aggiungere una breve considerazione. Premetto che sono pro-Cassano per motivi tecnici e per come vedo il calcio, ma vorrei parlare dell'aspetto "storico-motivazionale".
Antonio Cassano nasce a Bari nel 1982 (il giorno dopo la vittoria "mundial"), in quella parte di Italia di cui si parla sporadicamente e a scopi sensazionalistici.
Il piccolo Antonio assume il cognome materno, dal momento che il padre non vuole riconoscere il frutto di un rapporto extra-coniugale. Cresce in una realtà difficile, dove impara ad "arrangiarsi".
C'è un particolare, però. Come tutti i bambini Antonio dà qualche calcio al pallone e scopre che la cosa gli riesce benino. La testa però non è delle migliori, e solo grazie alla dedizione dei tecnici del settore giovanile del Bari, Antonio riesce a mettere a frutto questo talento.
A 17 anni arriva la notorietà, e con essa un esercito di amici, parenti, (tra cui, toh, il padre), e beneauguranti che lo circondano. La metamorfosi del brutto e povero anatroccolo in star avviene definitivamente con il miliardario passaggio alla Roma.
Riguardo queste felici evenienze della sua vita Antonio ha una teoria molto semplice, tanto che ebbe a dire:
"Ho vissuto 17 anni da pezzente e nove da ricco, me ne mancano ancora otto per pareggiare"
Con il suo background non sorprende che abbia avuto molti problemi interpersonali nella sua carriera. Forse sorprende di più che ne sia venuto fuori abbastanza bene, e che si sia distaccato dall'entourage mafioso dei primi anni (molti suoi amici e parenti sono stati arrestati con questa accusa).
Questa digressione sulla sua vita serve per capire come si è suddivisa l'Italia del pallone su questo personaggio. C'è chi non gli perdona quel talento enorme, e vorrebbe che fosse capitato ad un ragazzo "serio" con la faccia pulita (non piena di brufoli..), anzi lo vorrebbe per sè e glielo invidia terribilmente. Poi c'è chi, come me, non riesce proprio a provare invidia per la vita che è toccata a Cassano, nonostante i soldi e il resto.
Confesso il mio sogno romantico. Cassano che ci fa vincere il mondiale e diviene il simbolo dell'Italia nel mondo. Così, in un classico contrappasso Dantesco, l'orgoglio nazionale è figlio dell'Italia peggiore, e la riscatta per una notte: "dai diamanti non nasce niente, dal letame.."

Poi, oh, capisco pure chi si schiera dalla parte del "lampadato" che guida la nazionale. Un tipo che quando va da qualche parte è preceduto di 10 minuti dal suo Ego.

lunedì 26 ottobre 2009

Il popolo delle sinistre



Sono belli,
simpatici e intelligenti. Impartiscono lezioni di morale agli zotici, fubastri e ladruncoli della destra. Ed è giusto perchè sono arguti ed onesti; fieri della loro intelligenza.
Intelligenza che consente loro di scegliere cos'è meglio per tutti, e non voterebbero mai qualcuno solo perchè viene detto loro di farlo.
Accade poi che, in Campania, il candidato alla segreteria nazionale del partito democratico Bersani prenda il 65% dei voti. Il nostro era appoggiato, niente di meno che dal grande BASSOLINDO.
Riassumo brevemente: 130.000 campani hanno speso due euro per votare Bassolino!
Devo pensare che questo politico abbia fatto molto per le comunità locali in questi anni.Oppure è voto di scambio che ne so. Mi chiede solo se questi elettori "eletti" (in quanto selezionati tra i probi votanti del pd) siano così diversi da quelli che votano il puttaniere?

venerdì 16 ottobre 2009

TV, i trust in you



Questo è un vero capolavoro.
Io, da parte mia, non mi sono mai fidato di giudici che indossano calzini turchesi, spero che voi non siate stati così ingenui.
Quanto durerà ancora questo strazio?